Sala 2 del Duecento e di Giotto

Nella sala sono esposti dipinti, databili tra la prima metà del secolo XII e gli inizi del secolo XIV, provenienti da chiese toscane. La tecnica è quella della tempera su tavola, con fondo oro.

Nel vasto ambiente spiccano le tre tavole cuspidate di Duccio di Boninsegna, Cimabue e Giotto, chiamate Maestà perché raffigurano la Madonna col Bambino in trono, circondata da angeli e santi.

Sono opere fondamentali per capire gli orientamenti della pittura in Toscana fra Duecento e Trecento e il profondo rinnovamento che ebbe inizio in questo periodo.

La tavola di Cimabue, pur conservando molti caratteri formali della pittura bizantina, la rinnova per forza plastica; quella di Duccio esprime una felice sintesi tra le tendenze più classicheggianti della tradizione orientale e l'arte gotica.
La Maestà di Giotto con la sua rappresentazione dello spazio, l'attenzione alla luce che modella le figure, l'interesse per il naturale, rappresenta uno dei più significativi punti di partenza per lo sviluppo dell'arte italiana.

Sono inoltre presenti nella sala due esemplari di Croce dipinta, un arredo sacro tipicamente italiano, un dossale di Meliore, un dittico di scuola di Bonaventura Berlinghieri e il Polittico di Badia di Giotto.

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